CARATTERISTICHE IMMOBILE
COLONICA:
1 appartamento mq. 268 ca. - vani 9 + 3 bagni - vedi progetto
1 appartamento mq. 180 c. - vani 6 + 3 bagni - vedi progetto
FIENILE:
1 appartamento mq. 217 ca. - vani 9 + 3 bagni - vedi progetto
RIFERIMENTI STORICI:
Podere Il Giardino (fonte Comune di Montespertoli)
La casa colonica di fronte alla quale vi trovate è conosciuta con il nome di Podere il Giardino. L'osservazione di questa struttura vi permetterà di farvi un' idea delle
modalità di gestione della produzione agricola in questo territorio e in particolare dell ' aspetto che il paesaggio rurale cominciò ad assumere a partire dalla metà del '700.
La casa è di proprietà della fattoria di Castiglioni della famiglia Frescobaldi. Attualmente è però disabitata:all'esterno è quindi possibile visitarla tranquillamente,
tenendo conto del percorso di visita che vi suggeriamo. Podere Il Giardino: storia dell ' edificio I documenti di archivio testimoniano che un "Podere il Giardino" esisteva lungo l'attuale via di Castiglioni già
nel 1714: in una descrizione delle sue proprietà, redatta per motivi fiscali, il conte Lamberto Frescobaldi afferma di possedere un "podere con casa da lavoratore in luogo
detto podere il Giardino". Non sappiamo però che aspetto avesse questa casa. Relativo alla casa colonica attuale è,invece un documento di circa cento anni dopo: una mappa del Catasto Generale Toscano, realizzata nel 1820.
Da questa mappa risulta che Il Giardino costituiva un podere abbastanza esteso: la terra di sua pertinenza si estendeva
tutta sullo stesso lato della strada dove si trova la casa colonica, ed arrivava fino al Torrente Virginio; comprendeva
campi dove si coltivavano i cereali, la vite e l'olivo; terreni lasciati a prato destinati al pascolo degli animali; oltre ad
aree a bosco destinate sia al pascolo sia al rifornimento di legname. In prossimità del torrente c' era inoltre un fazzoletto di terra lasciato a vetriceto, cioè alle piante di vetrice,
che fornivano rami flessibili adatti ai lavori di cesteria e alla realizzazione di altri strumenti utili alla vita del contadino.
La pianta del catasto ottocentesco raffigura una casa meno articolata rispetto a quella che vedete attualmente: le trasformazioni, di alcune delle quali parleremo dopo, rispecchiano i diversi usi degli spazi
nel corso del tempo legati in particolare al mutare di alcuni aspetti della conduzione agraria.
Podere il Giardino la via di Castiglioni tra il 700 e l'800. Per permettere al visitatore di farsi un'idea del sistema produttivo in cui si inseriva il Podere il Giardino, forniamo alcuni riferimenti circa "I' aspetto" che tra 700 e 800 aveva
la via di Castiglioni, che costituisce del resto un campione significativo per la comprensione dell' organizzazione del
paesaggio agrario del territorio di Montespertoli in quel periodo. Le mappe del Catasto Generale Toscano mostrano un assetto del territorio che sotto certi aspetti ha forti affinità con
quello attuale: a:d esempio le case coloniche che avete ìricontrato o incontrerete lungo la passeggiata, esistevano quasi tutte già agli inizi dell' 800 ad attestare un territorio soggetto
anche allora ad un'intensa attività di sfruttamento agricolo. La conduzione dei poderi si fondava sul contratto di mezzadria, che nel territorio di Montespertoli presenta caratteri
più dinamici rispetto ad altre aree della: Toscana: predomina, infatti un modello che riuniva più poderi in una gestione coordinata da una fattoria. La maggior parte dei poderi
lungo la via di Castiglioni, tra cui 10 stesso Podere Il Giardino, facevano parte della grande proprietà fondi aria relati va alla fattoria di Castiglioni della famiglia Frescobaldi.
Il sistema di fattoria, espressione di una razionalizzazione dell ' attività agricola in cui la produzione non era mirata solo alI' autosussi stenza ma anche alla commercializzazione del prodotto, compare nel territorio
di Montespertoli molto precocemente, addirittura fin dalla metà del '300: gli stessi Frescobaldi sono tra l' altro già in quel periodo tra i primi ad adottarlo nella loro proprietà di MonteCastello, una località non lontano
da qui, sempre nell' attuale Comune di Montespertoli. E' soprattutto però a partire dalla seconda metà del '700 che il sistema si afferma, in sintonia
con quanto avviene anche in altre parti della Toscana, soprattutto sotto la spinta della politica agraria del Granduca
Pietro Leopoldo I Lorena: una serie di riforme finalizzate a potenziare lo sfruttamento agricolo, sollecitando un incremento di colture intensive come la vite e l'olivo rispetto alle
tradizionali coltivazioni di pura sussistenza come il grano. La campagna in cui si inseriva il Podere il Giardino, come si vede dalle mappe catastali, rispecchiava queste
linee di sviluppo c9n una presenza consistente di vigneti ed uliveti, per lo/più nella forma della coltura promiscua,
cioè campi in cui cereali, vite e ulivo si alternavano in filari ordinati: il territorio risultava quindi caratterizzato ,
da un' intensa produzione di olio e di vino, rispetto alla quale il grano occupava una posizione secondaria legata
alle esigenze di sussistenza. Un'altra attività importante nell ' economia del territorio e che costit~i va per i proprietari una notevole fonte di guadagno era rappresentata dall' allevamento: in particolare di ovini, per la produzione
di formaggio, rinomato per la sua buona qualità. strettamente funzionale alle esigenze di conduzione dei poderi ,
era invece I' allevamento dei bovini, che costituivano una "energia meccanica" insostituibile per il lavoro dei campi e per il trasporto. Il pascolo era semi brado nei fazzoletti a prato e a bosco che intervallavano le aree coltivate.
Podere il Giardino: le strutture. Per cominciare la visita del complesso, andate in mezzo ai due edifici mantenendo alle spalle la cassetta da cui
avete preso queste schede. Potete distinguere sulla destra il corpo principale rappresentato dalla casa colonica vera e propria; sulla sinistra di fronte a questo, gli annessi destinati allo svolgimento delle attività produttive.
Osservate la facciata della casa. Questa presenta una forma abbastanza caratteristica: un corpo di forma quadrangolare sormontato da una torretta con funzione di colombaia. Questo tipo, frequente nella campagna Toscana e
comune tra l' altro come forse vi siete già accorti a quasi tutte le case coloniche presenti lungo questo itinerario, si sviluppa secondo indicazioni architettoniche elaborate nella seconda metà del
700, quando, in sintonia con la riforma agraria, si comincia a teorizzare un' edilizia rurale standard funzionale alle esigenze produttiy;e del podere. Il piano superiore della casa
era occupato dalla cucina e da altri ambienti adibiti a camere; al piano inferiore si trovavano generalmente le stalle. La colombaia era destinata alI' allevamento dei colombi nello
specifico, ma più in generale poteva costituire un nido artificiale anche per specie di uccelli selvaticj, ad esempio i passeri: le uova degli animali integravano l' alimentazione della
famiglia del contadino, basata prevalentemente sui cereali. I muri erano in origine intonacati e addirittura in parte decorati: tracce della decorazione, realizzata prevalentemente in color ocra, sono ancora visibili in alto a
ridosso del tetto e in corrispondenza della cornice della cornice delle finestre. L' intonaco, caratteristico delle case toscane in generale e della VaI di Pesa in particolare, svolgeva tra I' altro la funzione di proteggere dall ' azione
disgregante degli agenti atmosferici i muri realizzati per 10 più con tecnica mista, fatta di sassi, ciottoli e mattoni.
Sul Iato sinistro della casa una piccola struttura, addossata al corpo principale in un secondo momento, serviva da porcile: all'ingresso il trogolo, costituito da un
catino di ceramica, conteneva il cibo per gli animali. Lo spazio in cui vi trovate è I' aia una sorta di pavimento in mattoni: l'aia, che poteva essere realizzata anche
in pietra o in terra battuta, era destinata a varie attività ma in particolare alla batti tura del grano; essa costituiva inoltre un importante spazio di aggregazione e di socializzazione, dove ci si riuniva e si facevano feste, come
ad esempio quella ~egata alla stessa battitura del grano, che coinvolgevano le famiglie di tutti i poderi vicini.
Come spesso accade I' aia era disposta di fronte al fienile: 10 riconoscete alla vostra destra per la presenza delle caratteristiche griglie in mattoni, che avevano la funzione di areare adeguatamente l'interno in modo da conservare il fieno asciutto. Il fienile è stato realizzato sfruttando il dislivello naturale del terreno: questa soluzione tecnica permetteva un più agevole immagazzinamento del foraggio che
veniva gettato attraverso un'apertura posta al livello più alto, all'altezza del piano dove adesso state camminando.
Attualmente questa apertura non è più visibile a causa delle trasformazioni che gli annessi hanno subito rispetto all'impianto originario. La carraia, un vano aperto antistante il
fienile destinato al ricovero del carro e degli attrezzi agricoli, è stato ad un certo punto chiusa e trasformata nella struttura che vedete, una stalla cui si accede dalle porte di legno
di fronte a voi. Alla stalla è stato poi aggiunto, a sinistra, un secondo fienile: se vi affacciate all'interno, sulla parete di sinistra la firma del muratore che partecipò ai lavori, 1909
EZIO MATTEUZZI, MASTRO. La realizzazione della stalla e del secondo fienile sono forse da mettere in relazione con l'incremento dell'allevamento che caratterizzò in
generale la conduzione dei poderi tra fine '800 e inizi '900. Un'ultima osservazione. Nell'aia ci sono un noce e un fico: la coltivazione degli alberi da frutta costituiva un elemento
importante, in quanto integrava il regime alimentare della famiglia contadina. Se ritornate sulla strada e guardate sul retro della casa colonica vedrete inoltre un albero di gelso:la
colti vazione di questa pianta è collegata alI' allevamento del baco da seta, un' atti vità che rientrava nella logica della produzione del podere destinata al mercato, cui accennavamo. Se volete approfondire Per approfondire le informazioni contenute in queste schede visitate i punti ITACA 2 (Fattoria di Castiglioni),5
(Podere Giuncheto), 7 (Podere Il Pino), 8 (Podere Paterno).. Il pannello III vi da inoltre un'idea complessiva del sistema dei poderi della Fattoria di Castiglioni agli inizi dell' 800.
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